Se anche insorgere possa essere conformarsi

 

"Voglio che tutti pensino allo stesso modo, tutti dovrebbero essere come macchine"

"Sono le fantasie che creano problemi alla gente, se non si avessero fantasie non si avrebbero problemi perchè si prenderebbe ciò che capita." 

 Andy Wahrol          

 

L’emblema e il simbolo della presenza senza desiderio, dell’oggetto senza significato, dell’asservimento dell’indivuduo al tutto ciò che lo corconda, felice che sia il nulla, è stato insultato dallo stesso sistema mercificato che intendeva sviluppare.

La richiesta di Wahrol era di non lasciare alcuna scritta sulla tomba come sintomo dell’indifferenza che ci circonda e della stessa insignificanza dell’organico sacrificatosi per l’organico che lui maneggiava, di volta in volta per farlo rimanere qualitativamente sempre identico ma con valore falsato.

Solo chi impone la vita in questo vuoto si può permettere di imprimere violentemente un significato che abbia la parvenza illusoria di nuovo, o di sfregiare una tomba.

E’ un sentimento che ci pervade a tal punto che non abbiamo neanche la possibilità di contrapporre una reazione, un atteggimento: i meccanismi dell’oppressione occupano le nostre fondamenta a tal punto che quand’anche credimo di lasciare spazio alla fantasia, all’utopia, spesso ricreiamo ambienti ostili alla vera realizzazione della libertà, gabbie concettuali che sembrano ricordare che l’indifferente oppressione ci ha sempre nel suo maledetto PUGNO, amico o nemico che sia.

 

 

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