"La
prima volta è una tragedia, la seconda soltanto una farsa”
Il
12 Dicembre, a Milano in particolare e in tutta Italia, è un
giorno particolare in cui mantenere viva l’attenzione sulla natura
violenta e criminale delle istituzioni statali che nel lontano 1969
non esitarono a fare uso di parti di servizi segreti e di gruppi
fascisti per stroncare il nascente movimento rivoluzionario.
Oggi,
pur respingendo le pretese di chi vorrebbe paragonare Piazza Fontana
a Piazza Alimonda per poterne succhiare avidamente quel portato
simbolico che permette ai suoi dirigenti di mantenere in vita
l’oramai sterile “movimento dei movimenti”, occorre ricordare che
la repressione colpisce ancora quegli individui che lottano
quotidianamente con le pratiche dell’auto-organizzazione e
dell’azione diretta per l’eliminazione delle galere, delle autorità,
del militarismo e che personalmente fanno rivivere il significato
dell’oppressione statale che qualcuno vorrebbe dimenticare in
soffitta per rispolverare strumentalmente ogni tanto sotto forma di
memoria storica o eccezionale evento da spettacolarizzare.
Invece, a due anni esatti dalla parata
elettorale che aveva mostrato anche ai più increduli la
tragica fine della pratica dell’autonomia del movimento studentesco
milanese consacrato all’altare della sfida elettorale del “radicale”
Dario Fo, gli stessi organizzatori che non avevano esitato a gettare
in pasto a disegni rifornisti la figura di Valpreda e di Pinelli si
sono ripresentati in piazza per confermare uno statico quanto
ordinato corteo.
Quest’anno però una farsa senza
nemmeno il giullare a risollevare le sorti ed i numeri è stata
trasformata da alcuni disgustati presenti in una pratica di
riappropriazione dello spazio urbano e delle proprie reali capacità
conflittuali muovendosi spontaneamente da Piazza Fontana fino al
carcere di S. Vittore per portare la propria solidarietà agli
ergastolani in lotta per l’abolizione dell’ergastolo e ai prigionieri
arrestati il 12 Febbraio che quello stesso giorno avrebbero subito un
processo.
Il
coinvolgimento di molti studenti presenti al “tradizionale”
corteo e il mettere in atto azioni scaturite dalle spontanee energie
di gruppo è stata per alcuni un fastidioso esempio di come la
liberazione di ognuno non passa dalla continua mediazione con gli
organi di stampa e delle forze di polizia, principali responsabili
delle montature di ogni tempo, da Piazza Fontana agli ultimi
avvenimenti di Bologna, Spoleto e Firenze.
(questo
non è un resoconto né un comunicato ufficiale)
Pingback: No prescription needed sale lorazepam hydrocodone.