Dicembre 17, 2007, 20:44

12-12-2007: più milano in lotta.

"La prima volta è una tragedia, la seconda soltanto una farsa”

 

Il 12 Dicembre, a Milano in particolare e in tutta Italia, è un giorno particolare in cui mantenere viva l'attenzione sulla natura violenta e criminale delle istituzioni statali che nel lontano 1969 non esitarono a fare uso di parti di servizi segreti e di gruppi fascisti per stroncare il nascente movimento rivoluzionario.

Oggi, pur respingendo le pretese di chi vorrebbe paragonare Piazza Fontana a Piazza Alimonda per poterne succhiare avidamente quel portato simbolico che permette ai suoi dirigenti di mantenere in vita l'oramai sterile “movimento dei movimenti”, occorre ricordare che la repressione colpisce ancora quegli individui che lottano quotidianamente con le pratiche dell'auto-organizzazione e dell'azione diretta per l'eliminazione delle galere, delle autorità, del militarismo e che personalmente fanno rivivere il significato dell'oppressione statale che qualcuno vorrebbe dimenticare in soffitta per rispolverare strumentalmente ogni tanto sotto forma di memoria storica o eccezionale evento da spettacolarizzare.
 

Invece, a due anni esatti dalla parata elettorale che aveva mostrato anche ai più increduli la tragica fine della pratica dell'autonomia del movimento studentesco milanese consacrato all'altare della sfida elettorale del “radicale” Dario Fo, gli stessi organizzatori che non avevano esitato a gettare in pasto a disegni rifornisti la figura di Valpreda e di Pinelli si sono ripresentati in piazza per confermare uno statico quanto ordinato corteo.

Quest'anno però una farsa senza nemmeno il giullare a risollevare le sorti ed i numeri è stata trasformata da alcuni disgustati presenti in una pratica di riappropriazione dello spazio urbano e delle proprie reali capacità conflittuali muovendosi spontaneamente da Piazza Fontana fino al carcere di S. Vittore per portare la propria solidarietà agli ergastolani in lotta per l'abolizione dell'ergastolo e ai prigionieri arrestati il 12 Febbraio che quello stesso giorno avrebbero subito un processo.

 

Il coinvolgimento di molti studenti presenti al “tradizionale” corteo e il mettere in atto azioni scaturite dalle spontanee energie di gruppo è stata per alcuni un fastidioso esempio di come la liberazione di ognuno non passa dalla continua mediazione con gli organi di stampa e delle forze di polizia, principali responsabili delle montature di ogni tempo, da Piazza Fontana agli ultimi avvenimenti di Bologna, Spoleto e Firenze.

 

(questo non è un resoconto né un comunicato ufficiale)

Posted by dlames | Permalink | Commenti (0) | Trackback (1) | Generale
Comments
authimage
Bold Italic Link